Mark Zuckerberg ha da poco effettuato un rebranding importante del suo mondo: da Facebook-Oriented a Meta-oriented. Per lanciare questo cambiamento (già nell’aria da alcune settimane) l’azienda di Menlo Park ha pubblicato, come da consuetudine delle grandi aziende, un video di un’ora e un quarto nel quale il suo fondatore racconta la rivoluzione del Metaverso.
Come già accaduto, altri brand provano a salire sull’onda dell’hype per agganciarsi al successo altrui. Ma chi ci riesce? La logica ci direbbe: chi ha business simili proponendo messaggi simili. In realtà è proprio il contrario! In questi casi puoi avere successo se chi genera l’Hype non è un tuo competitor ma un brand distante per interessi e soprattutto.. posizionamento!
Come sfruttare l'Hype con i video
È successo con Ikea che ha utilizzato il format Apple per la presentazione del suo “bookbook” nel 2014. Da un brand esclusivo come (era) Apple, Ikea si è differenziata per la sua inclusività e il suo archetipo di “uomo comune”.
Apple iPad Air Official Trailer
The Power of a Bookbook
C’era riuscita anche One Dollar Shave Club in opposizione ai video “perfetti” di uomini perfetti di Gillette
Dollar Shave Club
Roger federer - Gilette
E tocca ora al video di Mark grazie alla cui nazione digitale, con quasi 3 miliardi di utenti, ha registrato dati da capogiro. Un video perfetto, capace di sviluppare 3590 views/ora per un totale (in questo momento) di 3 Miliardi di visualizzazioni. Una gestione della parte SEO YouTube a dir poco perfetta (sinonimo di una strategia ben chiara)
Da metaverse a icelandverse
Ma non è di Facebook (ehm Meta) che voglio parlare qui, perché a qualche migliaia di chilometri di distanza da Menlo Park (per la precisione 6897Km), una piccola nazione (366.000 abitanti), conosciuta come terra di ghiaccio o Islanda, ha ben pensato di far conoscere il proprio mondo.
ECCO A VOI, L’ICELANDVERSE!
Un magistrale trolling-video che mira a (ri)posizionare l’immagine di questo stato affascinante che, come recita nella descrizione del video:
The Icelandverse is unlike any other open-world experience with “-verse” in name, because it’s real.
Plus, you don’t need a funny-looking VR headset.
Alla prima inquadratura di Mark, ambientata in una perfetta casa modern-eco-minimal-house, si contrappone quella che Zack Mossbergosson definisce un “very natural setting”. Una fotografia cinematografica, grazie all’utilizzo dell’orange & teal (un effetto ben conosciuto agli esperti del settore video), si distacca da uno stile estremamente pulito ed asettico come quello del metaverse.
Non ti nascondo che quando ho visto il Metaverse video per la prima volta, è apparso un brivido lungo la schiena che mi ha riportato agli episodi di Black Mirror.
Il Chief Visionary Officer di Icelandverse ci propone allora un approccio rivoluzionario: come connettere il nostro mondo senza essere “super weird”. Una connessione con un mondo che non è perfetto come il metaverse ma certamente più autentico. Esisteranno delle porte che faticano ad aprirsi, potrai osservare degli uccelli carini anche se un po’ stupidi, potrai incontrare delle persone che probabilmente non rispettano i canoni standard di bellezza, poco importa! “Isn’t she funny?”.
Se quindi sei stanco di questi mondi artificiali e perfetti, entra nel nostro Icelandverse. Puoi venire oggi, domani.. o quando vuoi! E ricorda.. se il tuo logo è blu, la comunicazione visiva vuole lo stesso colore presente nel video. Quindi, caro Mark, “now enjoy our logo” con questo fantastico paesaggio azzurro alle spalle e non una stanza marrone-arancio (va bene che i colori caldi creano emozioni positive, accoglienza, accettazione della novità, ecc.. però il blu ce lo devi mettere da qualche parte!).
Qualche easter-egg
Tutto qui? Certo che no. Nel mondo audiovisivo ci sono sempre degli easter-egg, degli indizi nascosti per piccoli grandi curiosi. Eccone uno.
Zuck si presenta a bordo piscina con una maschera solare molto evidente anche se la giornata è piuttosto nuvolosa. Perché? Riferimento chiaro ad alcune foto che avevano ritratto Mark Zuckerberg surfare con “un po’ troppa” crema solare:
Passa in sordina, forse, la domanda “are you human right?”, un messaggio forte quasi come tutto l’intero video.
Questione di strategia
Veniamo ora alla strategia. I numeri sono sicuramente inferiori a quelli di Meta ma, in un’ottica data-driven bisogna saperli contestualizzare. Il video islandese non eccelle per la sua SEO che risulta decisamente insufficiente.
I dati parlano di 690 views/ora contro le 3590 di Meta, 45.2K views/giorno contro le 170.3K, 163 iscrizioni/giorno e 4280 per Meta. In numeri assoluti siamo ben lontani dal successo del colosso blu ma… cosa succede se andiamo a fare un’analisi relativa? Uno su tutti: l’aumento delle visualizzazioni.
Rapportando i dati agli ultimi 30gg (ipotetici dato che non sono ad oggi ancora trascorsi) abbiamo 5.1M per Meta, con un fantastico aumento del 714%, contro un “solo” 1.4M per Icelandverse che, in numeri relativi, sfodera però un prodigioso +970%!!!!!
Conclusioni
Questo mi ricorda un lavoro realizzato per un famoso brand attivo nel mondo dello sport ancora molti anni fa. Avevamo creato un contenuto video per il reparto marketing aziendale e dopo qualche giorno andai a vedere come stesse performando. Essendo un brand molto famoso mi aspettavo numeri importanti. Entrai nel canale YouTube e vidi che dopo 15 giorni le visualizzazioni erano molte meno di quelle che ipotizzavo.
Proprio in quel momento, mi chiamò il responsabile dell’agenzia per cui avevamo creato i contenuti, dicendo che il cliente voleva vederci (immagina la scena)… la faccio breve. Arrivati nella sede dell’azienda il responsabile ci fece i complimenti per l’ottimo lavoro, sottolineando che ci teneva a ringraziarci di persona. Usciti, ricontrollai le visualizzazioni ed erano sempre basse ma.. molte di più rispetto alla media del canale (quasi un 800% in più). Il problema non era quindi il video quanto piuttosto il canale.
Da allora questo fatto mi ricorda sempre che i numeri vanno relativizzati al contesto o al cliente e non sono mai valori assoluti. Anche una piccola impresa, nel suo mondo, può avere più successo rispetto a brand ben più famosi se sappiamo rendere tutto relativo alla situazione.
Icelandverse non ha fatto i numeri di Meta (e ci mancherebbe) ma in quanto a strategia ha fatto la cosa migliore.
Forse oggi Davide non ha ucciso Golia ma gli ha fatto sentire che c’è. Eccome.
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